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Foxhound – Concordia (INRI, 2012)

L’indie-rock è moribondo? Forse. Le chitarrine segate, le armonie a più voci, il charleston in levare sulla cassa dritta hanno rotto? Probabile. È ancora possibile tirare fuori qualcosa di buono da tutto questo? Sì, e ci volevano quattro torinesi giovani, giovanissimi, praticamente ragazzini (insieme non arrivano neanche a cent’anni) per farcelo capire. (altro…)

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The Maniacs – Cattive Madri (Against ‘em all Records, 2012)

Accompagnati da un nome che chiunque abbia – come chi scrive – speso migliaia di ore della sua infanzia alle prese con le avventure grafiche di Ron Gilbert non può non riconoscere (e apprezzare) e preceduti da un comunicato stampa supercazzola come pochi mai, i milanesi The Maniacs se ne escono con questo secondo disco per i tipi della Against ‘em all Records. Come tanti altri hanno deciso di compiere il grande passo e affrontare la – ostica, sicuramente – lingua madre dopo un primo e naturale approccio anglosassone: il risultato è Cattive madri, disco corposo, quattordici tracce per quaranta minuti di ottimo rock italico. (altro…)

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a sleepless mind. – I Can’t See The Time Of Nothing (autoprodotto, 2012)

A Sleepless Mind è il progetto solista di Alessio Capone, già chitarra e voce nei Taxis e qui affiancato da Mario Bartilucci alla chitarra e Vincenzo Giacalone a ukulele e mandolino. I tre sfornano un disco di canzoni di ispirazione folk e piglio acustico che si rifanno a certo brit-pop nello stile di quei famosi fratelli-coltelli inglesi. Tutto è perfetto nelle intenzioni, ogni ingrediente presente e al suo posto: accordi di chitarra al minimo sindacale, voce pacata con qualche raro guizzo, mani che battono, voci che fischiettano. (altro…)

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Daniele Celona – Fiori e Demoni (Nøeve Records, 2012)

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Dentro Acqua c’è un verso di quelli che valgono un intero disco: “E Inna vende il corpo, ma solo più da tergo / non vuole occhi davanti a far da specchio al suo inferno”. Daniele Celona è un cantautore torinese, fresco di esordio discografico, e ha un modo di scrivere per certi versi spiazzante, che funziona così: inizia col parlarti di massimi sistemi, problematiche sociali, inquinamento globale, violenza allo stadio e corruzione politica, cose concrete ma lontane, e all’improvviso, a metà canzone, ti dice chiaro e tondo che no, non è un dibattito alla radio quello che stai ascoltando ma un’ode al più universale dei sentimenti, la sofferenza d’amore. (altro…)

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Il Triangolo – Tutte le canzoni (Ghost Records/Venus, 2012)

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Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni ‘60, ché se odi il decennio d’oro del beat non andare neanche a comprare il disco de Il Triangolo, non ti piacerà. Tutte Le Canzoni è un album di canzoni (esticazzi, Nda) con ogni attributo in regola: la voce in primo piano, i testi importanti, i ritornelli che ti si infilano in testa e non vedi l’ora di andare a cantare ai concerti. Il lessico musicale è un collage di schitarrate alla Dick “The King of the Surf Guitar” Dale, punk veloce e immediato alla Ramones, inserti atmosferici da colonna sonora morriconiana e poi metà storia di cantautorato italico, da Battisti/Mogol a De André e ritorno. (altro…)

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To Repel Ghosts – To Repel Ghosts (Viva! Records, 2011)

Foto di Samuela Iaconis

To Repel Ghosts è una canzone dei Manic Street Preachers di qualche anno fa, piena di riverberi, synth e di New Wave diluita tipo primi U2. To Repel Ghosts è anche un’opera di Jean-Michel Basquiat, che invece i fantasmi da scacciare li mette su tavola con colori graffiati, pennellate grezze e una scritta lanciata in mezzo a mo’ di graffito col copyright. Facciamo un po’ di crossover citazionista e mettiamo gli Shellac (sindrome del recensore pigro: usare le band citate nel comunicato stampa) che fanno la cover dei Manic Street Preachers davanti al quadro di Basquiat. (altro…)

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