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There Will Be Blood – One To Nothing (autoprodotto/Ghost, 2012)

Loro li conosciamo già e il loro disco di esordio ha messo seriamente alla prova le nostre casse. Ora c’è qualcosa di nuovo: One To Nothing, quattro tracce di sangue & sudore come già sapevamo, tutte costruite attorno al diddley bow, che poi altro non è se non un rumoroso pezzo di legno con una corda e un pick-up. Registrato in un pomeriggio alla Sauna di Varese, spedito in Australia al domilio corrente del cantante per registrare le voci e rispedito indietro per essere distribuito da mamma Ghost Records. Bello, cattivo, dannatamente breve.

Streaming & download qui sotto. (altro…)

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Foxhound – Concordia (INRI, 2012)

L’indie-rock è moribondo? Forse. Le chitarrine segate, le armonie a più voci, il charleston in levare sulla cassa dritta hanno rotto? Probabile. È ancora possibile tirare fuori qualcosa di buono da tutto questo? Sì, e ci volevano quattro torinesi giovani, giovanissimi, praticamente ragazzini (insieme non arrivano neanche a cent’anni) per farcelo capire. (altro…)

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Dacci oggi il nostro breakbeat quotidiano.

Una cassa in quattro al giorno toglie il medico di torno. Lo sa bene Francesco Adinolfi che su Popcorner passa gran botte di classe, ed è grazie a lui sono incappato in queste due compilation fenomenali, realizzate da Ghetto Funk: Icons e Icons Vol.2. Tanti remixacci incattiviti di grandi classici, dai Beatles funkizzati a Madonna dubsteppata, da James Brown rappato a Eric Clapton justicizzato. Tutta roba da ballare, di quella che non riesci a stare fermo e fa godere come un riccio il tamarro che c’è in tutti noi.
Entrambe le compilation sono in streaming qui sotto e in free download da Ghetto Funk (oltre a tanto altro, basta registrarsi).

Pompo nelle casse, pompo nelle casse. (altro…)

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Il Triangolo – Tutte le canzoni (Ghost Records/Venus, 2012)

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Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni ‘60, ché se odi il decennio d’oro del beat non andare neanche a comprare il disco de Il Triangolo, non ti piacerà. Tutte Le Canzoni è un album di canzoni (esticazzi, Nda) con ogni attributo in regola: la voce in primo piano, i testi importanti, i ritornelli che ti si infilano in testa e non vedi l’ora di andare a cantare ai concerti. Il lessico musicale è un collage di schitarrate alla Dick “The King of the Surf Guitar” Dale, punk veloce e immediato alla Ramones, inserti atmosferici da colonna sonora morriconiana e poi metà storia di cantautorato italico, da Battisti/Mogol a De André e ritorno. (altro…)

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Gazebo Penguins – LEGNA (To Lose La Track, 2011)

Da quella zona musicalmente disgraziata che sta tra la Correggio di Ligabue e la Zocca di Vasco Rossi son venuti fuori tre ventinovenni che LEGNANO (tutto maiuscolo, niente refusi) sotto lo strano moniker di Gazebo Penguins. Dopo alterne oscillazioni tra lingue, con il primo EP “a metà tra inglese e italiano” e il successivo LP The Name Is Not The Named in inglese, l’italiano è l’idioma esclusivo scelto per Legna (se chiedi a loro, ti dicono che l’hanno fatto perché Vasco canta in italiano). Otto brani, ventidue minuti e rotti di mazzate sulle pelli e gran distorsioni, dovizia di fischi spaccatimpani e urla punk-hc ma melodiche quanto basta per urlare a voce spezzata (cfr. Senza di te). In regia all’Igloo Audio Factory, dentro ad una casa colonica di Budrio, Francesco Donadello (Giardini di Mirò, Massimo Volume, Offlaga Disco Pax). Ah, è pure in frì daunlò (e in streaming qui sotto). (altro…)

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Casa del Mirto – 1979 + 1979 Remixed (Mashhh! Records, 2011)

A Trento di mirto ce n’è ben poco (la pianta, dico). Marco Ricci però ci ha tirato in piedi una Casa e dalla sua porta d’ingresso sta facendo comparire una serie di album notevoli e sempre in crescendo: dopo la french house degli esordi con Supertrendycoolfashion e Numero Uno, la svolta sostanziale con un EP, The Eternal, che segna un netto cambio di rotta in direzione chillwave/glo-fi. Toro Y Moi apprezza e dà la sua benedizione piazzando la Casa in apertura della sua recente esibizione romana, e nel frattempo Marco, insieme a Gigi Segnana, fonda la Mashhh! Records e fa uscire 1979, naturale prosecuzione del percorso stilistico aperto dal lavoro precedente. (altro…)

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