Archivi tag: Ghost Records

There Will Be Blood – One To Nothing (autoprodotto/Ghost, 2012)

Loro li conosciamo già e il loro disco di esordio ha messo seriamente alla prova le nostre casse. Ora c’è qualcosa di nuovo: One To Nothing, quattro tracce di sangue & sudore come già sapevamo, tutte costruite attorno al diddley bow, che poi altro non è se non un rumoroso pezzo di legno con una corda e un pick-up. Registrato in un pomeriggio alla Sauna di Varese, spedito in Australia al domilio corrente del cantante per registrare le voci e rispedito indietro per essere distribuito da mamma Ghost Records. Bello, cattivo, dannatamente breve.

Streaming & download qui sotto. (altro…)

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Il Triangolo – Tutte le canzoni (Ghost Records/Venus, 2012)

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Nessuna pietà per quelli che odiano gli anni ‘60, ché se odi il decennio d’oro del beat non andare neanche a comprare il disco de Il Triangolo, non ti piacerà. Tutte Le Canzoni è un album di canzoni (esticazzi, Nda) con ogni attributo in regola: la voce in primo piano, i testi importanti, i ritornelli che ti si infilano in testa e non vedi l’ora di andare a cantare ai concerti. Il lessico musicale è un collage di schitarrate alla Dick “The King of the Surf Guitar” Dale, punk veloce e immediato alla Ramones, inserti atmosferici da colonna sonora morriconiana e poi metà storia di cantautorato italico, da Battisti/Mogol a De André e ritorno. (altro…)

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Frozen Farmer – EP (Ghost Records/Venus, 2011)

C’erano una volta i Midwest, recita il comunicato stampa, e nella loro carriera hanno pubblicato due album bellissimi usciti su Homesleep, incensati dalla critica di qua e di là della Manica e gelosamente custoditi da tanti ammiratori. Oggi la Homesleep non esiste più, il suo catalogo lo ha dato via nel 2009 e con lei sono scomparsi anche i Midwest. Non del tutto però: nello stesso anno i due quinti (due quinti molto significativi: Francesco Scalise e Paolo Grassi, rispettivamente voce/banjo e percussioni) si sono imbarcati in un nuovo progetto, stavolta sotto il nome di Frozen Farmer. (altro…)

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Green Like July – Four Legged Fortune (Ghost Records/Venus, 2011)

Da Alessandria a Omaha, Nebraska e ritorno: ogni nota di Four Legged Fortune odora di Saddle-Creek, a partire dal luogo di incisione (ARC Studios, un’istituzione) fino alla produzione, opera di A.J. Mogis (ex Criteria e soprattutto produttore tre quarti delle uscite firmate Saddle-Creek Records). Se aggiungiamo che la lista degli ospiti comprende nomi di rilievo come Jake Bellows (Neva Dinova) e Mike Mogis (Bright Eyes, Monsters Of Folk) si capisce facilmente da dove viene la perfezione folk di questo disco. (altro…)

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Dente – Io tra di noi (Ghost Records/Venus, 2011)

Bukowski, il vecchio Hank, diceva che l’artista è uno che dice cose difficili in modo semplice. Ecco, Dente sa essere semplice, nella più nobile delle accezioni: è uno che si fa capire, e si (ti) guarda dentro per poi parlarti con una sincerità disarmante. Tante volte lo ascolti e ti sembra di stare allo specchio. Dente parla di amore, e parlare di amore non è facile perché se ne è parlato fin troppo. Parla di quando l’amore -rare volte- è bello e ne parla piano, sottovoce, come parleresti alla ragazza che accanto a te nel letto ancora dorme, anche se è già mattina. E parla soprattutto di quando l’amore non è bello, e ti senti un campo di battaglia dentro e devi rimettere insieme i pezzi. (altro…)

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Encode – Core (Ghost Records/Venus, 2011)

Nel 2005, quando i varesini Encode si mettono al lavoro sulla loro opera seconda, il post-rock è già roba vecchia, per qualcuno addirittura defunta, pace all’anima sua. Sei anni dopo Core raggiunge gli scaffali: non che si tratti di un disco propriamente post-rock, ma l’atmosfera è quella che si respira a cavallo tra 90s e 00s. Post-rock in (slow)Core, songwriting narcolettico, lentezza calibrata alla perfezione. (altro…)

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