Archivi tag: concerti belli

Paesaggi Sonori 2012

Tornati dalle (im)meritate vacanze estive direttamente dentro il settembre freddo e umido, c’è ancora un barlume di bellezza prima di ributtarsi definitivamente nell’inverno buio della provincia senza sole. Dal 6 all’8 settembre è imperativo piantare le tende a Cardano al Campo, ché c’è l’edizione apocalittica (poi finisce il mondo, lo sanno anche i bambini) di Paesaggi Sonori. (altro…)

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facciocosevedogente: i consigli per l’estate

In the Bible it rained for 40 days, they call it disaster. In England Varese we call it summer.

Una mini-guida estiva agli eventi musicali di Varese e ai festival vicini o quantomeno non troppo lontani. Per sopravvivere all’estate anche se non possiamo/vogliamo allontanarci dall’afa varesina e per consolarci del fatto che quest’anno il Balla coi cinghiali non lo fanno.
In copertina un caffè shakerato e rigorosamente instagrammato, che tra l’altro dimostra una mia potenziale carriera di barman sprecata (ci rimane solo l’alcolismo). (altro…)

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facciocosevedogente: 13-19 febbraio

Troppo hipsterrr.

Nuova puntata dell’agendina, nuova foto fatta col cellulare e gli effettazzi hipsterrr. Questa terza settimana di febbraio è un po’ vuota, ma per la prossima ci sono un sacco di cose belle in serbo, dai Red Wine Serenaders a Bob Corn. Nel frattempo preghiamo che neve, gelo e tormenta non facciano strage di eventi.
In fondo stavolta c’è non la locandina fffiga (non ce n’è questa settimana) bensì la locandina del concerto fffigo di sabato. (altro…)

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Brunori Sas – Vol. 2: Poveri cristi (Picicca, 2011)

Chi scrive torna or ora da quella sorta di Woodstock nostrana che è Balla Coi Cinghiali, dove ha assistito -tra le altre cose- all’esibizione infuocata di Dario Brunori e soci sul main stage del festival. Accanto a me, un figuro di quelli jeans-a-sigaretta-camicia-a-quadri-occhiali-spessi a metà concerto ha urlato a pieni polmoni un “Brunori, sei troppo indie!”. Vero, ma cosa rende indie un trentaqualcosaenne che parla di calcio e Padre Pio? Gli occhiali da vista spessi, anzitutto. Ma più che altro il fatto che già nell’esordio di Vol. I la scelta, in un momento in cui gli altri si davano da fare per smitizzare (e insieme mitizzare) gli anni zero, era stata quella di voltarsi indietro e lanciare uno sguardo nostalgico e insieme divertito all’epopea di un’adolescenza a cavallo tra anni ’80 e ’90, autobiografica quanto universale.

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