introducing: Downlouders

downlouders

Prima puntata di una nuova serie (meglio: categoria) di articoli: Introducing è dedicata a cose musicali che non sono conosciute quanto dovrebbero, soprattutto quelle attive nella infausta terra dei laghi da cui vengo. Un po’ sulla linea del “support your local artist”.

I Downlouders sono una realtà assai local, dove con local intendo proprio concittadini. Nascono nel 2008, raggruppando fin da subito una serie di personaggi noti alla “scena” [molte virgolette, NdA] locale all’interno di quello che, con una buona dose di semplificazione, si può definire un collettivo musicale. A dirla così, però, non si renderebbe giustizia alle varie sfaccettature del progetto: il loro è infatti – per dirla con parole da cartella stampa – un “laboratorio di ricerca basato sull’improvvisazione”, la cui attività si concretizza in una serie di album (lavori di composizione che spaziano all’interno di un certo genere musicale, con regole autoimposte), session (registrazioni estemporanee, live e improvvisate da zero su un tema di fondo) e instant concert (veri e propri concerti che sono infinite jam sempre diverse). Praticamente tutto messo su disco e in video.
Last but not least, tutti i loro lavori sono – e qui il patito di open culture e/o lo scroccone che è in noi giubila e gioisce – distribuiti sotto Creative Commons e quindi assolutamente gratis, ridistribuibili e riutilizzabili: ennesimo buon motivo per andare subito ad approfondire.

Qui ci sono tutti i dischi e le session in fridaunlò. Qui sotto invece una playlist non esaustiva di video tra session e instant concert.

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About
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