listography: I miei dischi del 2011.

Ho un certo feticismo per le liste. La lista dei dischi dell’anno poi è imprescindibile. Questa è la mia prima volta: il criterio di scelta è una parte bellezza, due parti affetto.

(questa cosa dei ritagli di copertina è un poco rubata dal post di @TobWaylan su Junkiepop; a dire il vero gli ho anche fregato l’idea di linkare il mio pezzo preferito per ogni album)


Beirut - The Rip Tide

Perché è bello.

Feist - Metals

Perché ogni volta che Feist fa un disco ti apre il cuore in due.

Verdena - Wow

Perché è monumentale.

Brunori Sas - Vol. 2

Perché non si può non cantarlo a memoria.

Danger Mouse & Daniele Luppi - Rome

Perché Morricone sarebbe fiero.

Bon Iver - Bon Iver, Bon Iver

Perché certi arpeggini riverberati mi ammazzano.

Tsuna & The Shadowlands - Rightful Size Of Fear

Perché magari non lo conoscete ancora, ma ha fatto un disco stupendo.

Lykke Li - Wounded Rhymes

Perché se il pop fosse tutto così.

James Blake - James Blake

Perché ormai ha rotto le palle, però rimane un disco incredibile.

Primus - Green Naugahyde

Perché li ascolto da quando avevo 13 anni e non mi deludono mai. Mai.


Ecco, sapevo che sarebbe successo: mi sono accorto di aver colpevolmente lasciato fuori dal gruppo un disco importantissimo, uscito a gennaio e perciò involontariamente relegato all’annata precedente. Rimedio subito.

Iron & Wine - Kiss Each Other Clean

Perché smuoverebbe l’anima anche ai sassi.

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About

Questa voce è stata pubblicata in Listography e taggata come , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.
  • ZibanZabao

    manifesto apprezzamenti per quanto riguarda gli unici due album della lista che conosco, ovvero Beirut e James Blake, che è vero che ha rotto le palle ma l’album resta pregio. E, anche live, lui (e tutti quelli che suonano con lui) ci sta un sacco.

  • Pingback: listography: I miei dischi del 2012 | Intuition is still a good thing()