listography: I miei dischi del 2012.
Come l’anno scorso, circa. Non ilmegliodi, giusto diciannove (numero a caso) dischi che mi son rimasti in testa, per un motivo o per l’altro. Non c’è un ordine particolare, ma ogni copertina rimanda ad un pezzo bello del disco.
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John Talabot - ƒIN
La chillwave è morta, lunga vita alla chillwave.
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Cody ChesnuTT – Landing on a Hundred
Un compendio enciclopedico di negritudine.
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Dirty Projectors – Swing Lo Magellan
Non credo siano esseri umani.
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Goat – World Music
Etno-funk-sailcazzo. Un disco da fuori di testa, uno dei pochi davvero interessanti a questo giro.
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Beach House – Bloom
Ti ci perdi.
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Jack White – Blunderbuss
I White Stripes non ci sono più, ma Jack si difende bene pure da solo.
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Drink To Me – S
Disco italiano dell’anno, punto.
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Afterhours – Padania
Dopo quella schifezza dei I milanesi… neanche ci speravo più, e invece.
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Apash 2012 – Blacker
Mi ha fatto piangere.
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Calibro 35 – Ogni riferimento a persone o cose
Ci puoi contare, un po’ come l’amaro a fine cenone.
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Black Eyed Dog – Too Many Late Nights
Li avevamo lasciati bravi, li abbiamo ritrovati fenomenali.
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Bud Spencer Blues Explosion – Do It
Il blues di merda che non vuol morire, e per fortuna.
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Three Steps to the Ocean – Scents
Badilate di gran classe.
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Dimartino – Sarebbe bello non lasciarsi mai…
Ho un debole per i cantautori che urlano.
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Daniele Celona – Fiori e Demoni
Neanche mi piaceva al primo ascolto, poi mi si è fissato in testa.
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The Please – Bitter Gospels Along the Riverside
Bello, bello, bellissimo.
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Il Triangolo – Tutte le canzoni
L’estate, la provincia, il lago, il negroni con la vodka, i nostri farlocchi anni ’60.
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Iori’s Eyes – Double Soul
Neanche sembrano italiani, in senso buono.



















