a sleepless mind. – I Can’t See The Time Of Nothing (autoprodotto, 2012)

A Sleepless Mind è il progetto solista di Alessio Capone, già chitarra e voce nei Taxis e qui affiancato da Mario Bartilucci alla chitarra e Vincenzo Giacalone a ukulele e mandolino. I tre sfornano un disco di canzoni di ispirazione folk e piglio acustico che si rifanno a certo brit-pop nello stile di quei famosi fratelli-coltelli inglesi. Tutto è perfetto nelle intenzioni, ogni ingrediente presente e al suo posto: accordi di chitarra al minimo sindacale, voce pacata con qualche raro guizzo, mani che battono, voci che fischiettano. Il problema è solo uno: I Can’t See The Time Of Nothing è un prodotto così teoricamente perfetto da non funzionare per davvero. Si percepiscono le intenzioni e la volontà espressiva, ma c’è sempre qualcosa che manca: un’apertura, un’incrinatura, qualcosa che tradisca più partecipazione al testo che il semplice recitare parole in rima. E quindi il disco non decolla mai, comunica troppo poco e finisce per suonare algido e al limite della stereotipia: My Saddest Song è molto meno triste di quanto vorrebbe, Red Wine No Pain si arena sull’abusato paradigma dylaniano di amore perso + vino rosso, Lou Is 17 gigioneggia con voci di bambini e suoni da carillon, Not Today sa un po’ troppo di festa del paese e così via. Solo quando tutto sembra perduto e il disco è agli sgoccioli ecco arrivare il salvataggio in extremis di An Old Casino, bella e in odore di Spiritualized, e il folk meno impostato e più schietto di Mr. Babu. La via da seguire potrebbe essere questa.

(originariamente pubblicato su Viva! Varese Magazine, giugno 2012)

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About
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