To Repel Ghosts – To Repel Ghosts (Viva! Records, 2011)

Foto di Samuela Iaconis

To Repel Ghosts è una canzone dei Manic Street Preachers di qualche anno fa, piena di riverberi, synth e di New Wave diluita tipo primi U2. To Repel Ghosts è anche un’opera di Jean-Michel Basquiat, che invece i fantasmi da scacciare li mette su tavola con colori graffiati, pennellate grezze e una scritta lanciata in mezzo a mo’ di graffito col copyright. Facciamo un po’ di crossover citazionista e mettiamo gli Shellac (sindrome del recensore pigro: usare le band citate nel comunicato stampa) che fanno la cover dei Manic Street Preachers davanti al quadro di Basquiat. La metafora è inventata di sana pianta, ma potrebbe quasi avere senso per parlare dei To Repel Ghosts (la band varesina, stavolta). Voce graffiata, valvole saturate, chitarroni, riverberi: molto più stoner che U2, molto più garage che New Wave, con tutti gli ingredienti al posto giusto. I testi sono rarefatti, sensazioni, disillusioni, tu-chiamali-se-vuoi fantasmi. Un album massiccio e scuro, che suona bene dentro queste buie serate invernali. Registrato in presa diretta nel caro vecchio analogico, mixato poi in digitale e finito dentro l’emmepitre che sto ascoltando ora (ma questa è un’altra storia). Dietro il disco ci sono quei due loschi figuri di Francesco Schirru e Vincenzo Morreale, con l’aggiunta qua e là di uno Stefano Gualteroni e un Ernesto Brusati; il tutto è mescolato a dovere presso la sempre più affollata e sempre più prolifica Sauna da Andrea Cajelli e prodotto da Maurizio Giannotti. In uscita per Viva! Records il 19 dicembre.

(originariamente pubblicato su Viva! Varese Magazine, dicembre 2011; la foto è di Samuela Iaconis)

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