Tin Toys – The best food for snake (autoprodotto, 2011)

I quattro musicisti che vanno sotto il nome di Tin Toys arrivano da esperienze molto diverse fra loro: Paco (chitarra e voce) ha militato negli Hormiga, di cui Ghost Records pubblicò un album a metà anni zero; Fausto (batteria e percussioni) batteva pelli nei Violet Naif Implosion; Max (piano e synths) arriva da esperienze di musica elettronica e colonne sonore; infine c’è la cantante/chitarrista Nathalie, punto focale del gruppo -poi spiego perché- che rimane fuori da questa ostensione di curriculum e arriva invece (cito) dalla sua cameretta. Quattro punti di vista eterogenei che confluiscono in un luogo geografico (Ispra, sulle rive del Lago Maggiore) e in un non-luogo musicale eterogeneo e assai poco ortodosso nelle definizioni di genere. The Best Food For Snake è un disco fresco, disteso e nervoso insieme, un viaggio vibrante dentro palpitazioni acustiche e sintetiche, ritmi dispari, insolite sintesi armonico-melodiche unite a confortanti rumori di giocattoli. Sulle chitarre c’è un alone di Johnny Greenwood, le tastiere inquiete si lasciano andare a pianismi vagamente monkiani, ma il suono che più di tutti emerge dalla nebbia sonora è la voce di Nathalie, con quel timbro tutto suo, centrato sulle frequenze più aspre, sforzate, magnificamente sgraziate, che ne fa il punto focale, il valore aggiunto di tutto il lavoro. Le canzoni dei Tin Toys hanno tutte un che di malfermo, tremolante, un sussultare ad ogni passo: non indecisione ma approccio ostentato che procede e avanza coscientemente per suggestioni ed evocazioni in un’atmosfera di lucida insicurezza. Non rock, ma splendidamente lento.

Update: il disco è ora in free download via Viva! Records. Qui.

(originariamente pubblicato su Viva! Varese Magazine, dicembre 2011)

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About
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