And the night, the night is yours alone.

Il video di Losing My Religion era stupendo.

“To our Fans and Friends: As R.E.M., and as lifelong friends and co-conspirators, we have decided to call it a day as a band. We walk away with a great sense of gratitude, of finality, and of astonishment at all we have accomplished. To anyone who ever felt touched by our music, our deepest thanks for listening.” R.E.M.

Sono incappato nella musica dei R.E.M. quando avevo tredici anni. Era l’estate del 2001 e mi trovavo incidentalmente su una sperduta isoletta della Croazia, in vacanza con un amico, parenti e loro amici. L’isoletta era veramente un’isoletta del cazzo, senza nulla da fare se non stare in spiaggia e tre giorni su quattro c’era pure tempesta. Perciò passavo grandi ore nella mansarda dell’appartamento preso in affitto a guardare MTV2 in tedesco (non chiedete, non so perché in tedesco) e giusto in quel momento c’era il singolo di questo gruppo americano, i R.E.M. (sentiti vagamente nominare in precedenza) in heavy -ma proprio heavy- rotation. Era un pezzo che sarebbe poi uscito su Reveal (che a sua volta sarebbe diventato il mio primo album dei R.E.M.) e il titolo era All The Way To Reno. Ora, in quell’inizio di anni zero ero un ragazzino brufoloso e un po’ nerd (come tutti i ragazzini brufolosi), ascoltavo i Pink Floyd, i Led Zeppelin e tutto il rock anni ‘70 su cui potevo mettere le mani nell’epoca del 56k e WinMX. Negli anni ‘90 ci avevo vissuto ma non li avevo vissuti, essendo troppo piccolo per godermeli, e quindi mi stavo allora a malapena affacciando al rock -grandi virgolette- alternativo americano, all’indie/college-rock, al grunge e a tutto quello che ci stava intorno. All The Way To Reno fu una rivelazione, un innamoramento, di cui forse tanto merito e tanta colpa vanno date a quel video fin esageratamente adolescenziale (nel senso americanissimo di vita da college) e a quel ritornello quasi mieloso che faceva ‘you are gonna be a star, you are’. Nel giro di tre minuti ero andato in fissa, mi guardavo e riguardavo il video ad ogni ripetizione e canticchiavo parole in inglese che non capivo del tutto camminando per il porticciolo dell’isoletta del cazzo. Una bella vacanza.
Tornato a casa, ho scoperto Losing My Religion, Everybody Hurts, e potrei continuare con una lunga lista di canzoni che sono immediatamente assurte a inni, a slogan adolescenziali in un periodo della vita in cui tutti abbiamo bisogno di proclama carichi di dubbio e malinconia.

Tutto questo per dire che lo scioglimento dei R.E.M. è una notizia che mi colpisce nel profondo, come sapere che un caro amico se ne è andato a vivere dall’altra parte del mondo per non essere più rivisto. E se è vero che passata l’adolescenza ho un po’ smesso di seguirli, e mettiamoci pure che è passato del tempo dall’ultima canzone veramente azzeccata, mi sentivo in dovere di salutarli.

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About
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  • Il mio primo album e’ stato “Monster” regalatomi da un moroso di mia sorella…. Da li e’ cominciata la mia collezione (quasi tutti gli album editi in italia e vari dvd, piu’ alcuni non ufficiali), anche se gia’ li conoscevo….. Tutt’ora amo “Automatic For The People” (ultimo album valido…). Annovero tra pezzi da me posseduti, la prima versione di “Bad Day” (in un cd live), quando il titolo era ancora “PSA” ed era il pezzo che ha dato vita a “it’s the end of the world as we know it”, salvo poi essere presentato piu’ o meno 3 lustri dopo col titolo che conosciamo. Lacrimuccia….

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