Lovebird – Ogni Re (autoprodotto, 2011)

Dismessi i panni punk dei Bredford, loro ultima incarnazione in ordine di tempo, questi tre varesini  dal corposo curriculum musicale ripartono con i Lovebird, e stavolta in direzione programmaticamente grunge. Il suono di Ogni Re si colloca da qualche parte tra i Foo Fighters, con i riff decisamente rock uniti ad una forte vena melodica, e i Verdena, in particolare quelli del primo, omonimo album. Ecco, quello con il trio bergamasco è probabilmente l’accostamento più pertinente: oltre ad essere citati dagli stessi Lovebird in testa alle influenze del gruppo, il cantato di tutto l’album si mette sulla falsariga di quell’urlare strascicato che è il marchio di fabbrica di Alberto Ferrari. E visto che la sostanza del sound è pur sempre rock n’ roll, la chitarra domina il mix e arriva alle orecchie come un Brian Molko alle prese con le valvole dei Queens Of The Stone Age.
L’apertura dell’album è ottima: Euforica è un bel singolo con tutte la carte in regola e la potenza giusta, Saprai di me e Niente ormai mantengono il livello fino ad arrivare alla title track, con la voce sempre più (intenzionalmente) forzata perché “niente più fobie di morder polvere, ma non ho voce”. Poi spunta un’ottima versione, decisamente incattivita, di Break On Through, che insieme a Voglio di più (l’originale era de Gli Angeli), è l’unica cover del disco. La seconda metà dell’album invece è più debole e non altrettanto convincente: il metronomo indugia sempre di più, nel bene e nel male, su velocità da punk rock e il gruppo sembra smarrire il filo del discorso stilistico, molto ben sviluppato nei primi brani. Mexico sembra fuori posto, Tempo e Anche se suonano abbozzate e poco convinte. In chiusura Le cellule di Clara suona poco originale tra arpeggi vascobrondiani ed un ritornello che richiama vagamente gli Afterhours. Tutto sommato un buon esordio, con spunti interessanti ma risultati ancora alterni.

info

(originariamente pubblicato su Viva! Varese Magazine, aprile 2011)

A proposito di Dan

Siccome parlare di musica è come ballare di architettura ma io non so ballare, qui scrivo di musica. » About
Questa voce è stata pubblicata in Recensioni e taggata come , , , , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.