Green Like July – Four Legged Fortune (Ghost Records/Venus, 2011)

Da Alessandria a Omaha, Nebraska e ritorno: ogni nota di Four Legged Fortune odora di Saddle-Creek, a partire dal luogo di incisione (ARC Studios, un’istituzione) fino alla produzione, opera di A.J. Mogis (ex Criteria e soprattutto produttore tre quarti delle uscite firmate Saddle-Creek Records). Se aggiungiamo che la lista degli ospiti comprende nomi di rilievo come Jake Bellows (Neva Dinova) e Mike Mogis (Bright Eyes, Monsters Of Folk) si capisce facilmente da dove viene la perfezione folk di questo disco. A dirla tutta, la sua bellezza sta nelle melodie semplici e levigate, nella voce genuinamente folk e nei ricami chitarristici di Andrea Poggio, nell’accompagnamento discreto, nei cori alla Crosby,Stills & Nash e nel drumming soffuso dei colleghi Nicola Crivelli e Paolo Merlini. Una “raccolta di gemme folk-rock”, piccole perfezioni che sanno di pianura (poco importa se americana o del Piemonte orientale), di tramonti interminabili, di vagabondaggi senza una meta precisa. Dentro c’è tutta la tradizione folk americana, filtrata attraverso il Bob Dylan della svolta elettrica, i Bright Eyes e Conor Oberst, numi tutelari che vegliano su tutto il disco, dall’apripista Flying Scud al singolo A Better Man (notevole il video) passando per la bella Jackson. Una spensieratezza venata di ironia, di malinconia vagabonda che si va ad adagiare sulla giusta dose di tristezza di Nothing is forever (quella voce à la Cat Power ne fa un episodio da brividi) e il sano alcolismo talking-folk di St. John Of The Cross. E in questa ridda di citazioni, rimandi e riferimenti i Green Like July sono sempre ben presenti con un loro stil, a tratti -volutamente- manieristico ma sempre riconoscibile. A voler riassumere con tremenda banalità, Four Legged Fortune è un disco bellissimo: compratelo, infilatelo nell’autoradio e non levatelo più.

(originariamente pubblicato su Viva! Varese Magazine, novembre 2011)

A proposito di Dan

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