LABOULE – refugio (Long Song Records, 2013)

laboule_refugio

Ci sono dischi lenti, lentissimi. Dischi così rarefatti che sembrano non finire mai, e la loro bellezza è che davvero non vorremmo vederne la fine.
Refugio è uno di questi dischi: quaranta minuti di chitarra pizzicata piano, di rumori sommessi e cani che abbaiano in lontananza, fruscii quasi impercettibili, di quelli che ti accorgi che ci sono solamente quando finiscono. Continua a leggere

Pubblicato il Recensioni | Lascia un commento

introducing: Downlouders

downlouders

Prima puntata di una nuova serie (meglio: categoria) di articoli: Introducing è dedicata a cose musicali che non sono conosciute quanto dovrebbero, soprattutto quelle attive nella infausta terra dei laghi da cui vengo. Un po’ sulla linea del “support your local artist”.

I Downlouders sono una realtà assai local, dove con local intendo proprio concittadini. Nascono nel 2008, raggruppando fin da subito una serie di personaggi noti alla “scena” [molte virgolette, NdA] locale all’interno di quello che, con una buona dose di semplificazione, si può definire un collettivo musicale. A dirla così, però, non si renderebbe giustizia alle varie sfaccettature del progetto: il loro è infatti – per dirla con parole da cartella stampa – un “laboratorio di ricerca basato sull’improvvisazione”, la cui attività si concretizza in una serie di album (lavori di composizione che spaziano all’interno di un certo genere musicale, con regole autoimposte), session (registrazioni estemporanee, live e improvvisate da zero su un tema di fondo) e instant concert (veri e propri concerti che sono infinite jam sempre diverse). Praticamente tutto messo su disco e in video.
Last but not least, tutti i loro lavori sono – e qui il patito di open culture e/o lo scroccone che è in noi giubila e gioisce – distribuiti sotto Creative Commons e quindi assolutamente gratis, ridistribuibili e riutilizzabili: ennesimo buon motivo per andare subito ad approfondire.

Qui ci sono tutti i dischi e le session in fridaunlò. Qui sotto invece una playlist non esaustiva di video tra session e instant concert. Continua a leggere

Pubblicato il Introducing, Recensioni | Lascia un commento

Godblesscomputers – Lost in downtown (Fresh Yo! Label, 2013)

godblesscomputers-lostindowntown

I ragazzi di Fresh Yo! Label ci hanno abituati bene e non mancano un colpo. Poco fa hanno messo fuori queste sette tracce a firma di Godblesscomputers, alias Lorenzo “Nada”, ovvero l’ennesimo dj e producer italiano trapiantato a Berlino. Lorenzo, dopo averci deliziato con vari cigni (The Last Swan Swanism) e il corposo Freedom is O.K., tutti usciti per la berlinese Equinox, mette le mani e le manopole sui beat dei nostri rapper bianchi preferiti di sempre in occasione della rassegna cinematografico-musicale ‘Across the movies’. Continua a leggere

Pubblicato il Recensioni | Lascia un commento

listography: I miei dischi del 2012.

Come l’anno scorso, circa. Non ilmegliodi, giusto diciannove (numero a caso) dischi che mi son rimasti in testa, per un motivo o per l’altro. Non c’è un ordine particolare, ma ogni  copertina rimanda ad un pezzo bello del disco.


jontalabot-fin
John Talabot - ƒIN
La chillwave è morta, lunga vita alla chillwave.

codychesnutt-landingonahundred
Cody ChesnuTT – Landing on a Hundred
Un compendio enciclopedico di negritudine.

dirtyprojectors-swinglomagellan
Dirty Projectors – Swing Lo Magellan
Non credo siano esseri umani.

goat-worldmusic
Goat – World Music
Etno-funk-sailcazzo. Un disco da fuori di testa, uno dei pochi davvero interessanti a questo giro.

beachhouse-bloom
Beach House – Bloom
Ti ci perdi.

jackwhite-blunderbuss
Jack White – Blunderbuss
I White Stripes non ci sono più, ma Jack si difende bene pure da solo.

drinktome-s
Drink To Me – S
Disco italiano dell’anno, punto.

afterhours-padania
Afterhours – Padania
Dopo quella schifezza dei I milanesi… neanche ci speravo più, e invece.

apash2012-blacker
Apash 2012 – Blacker
Mi ha fatto piangere.

calibro35-ogniriferimento
Calibro 35 – Ogni riferimento a persone o cose
Ci puoi contare, un po’ come l’amaro a fine cenone.

blackeyeddog-toomanylatenights
Black Eyed Dog – Too Many Late Nights
Li avevamo lasciati bravi, li abbiamo ritrovati fenomenali.

bsbe-doit
Bud Spencer Blues Explosion – Do It
Il blues di merda che non vuol morire, e per fortuna.

threestepstotheocean-scents
Three Steps to the Ocean – Scents
Badilate di gran classe.

dimartino-sarebbebello
Dimartino – Sarebbe bello non lasciarsi mai…
Ho un debole per i cantautori che urlano.

danielecelona-fioriedemoni
Daniele Celona – Fiori e Demoni
Neanche mi piaceva al primo ascolto, poi mi si è fissato in testa.

theplease-bittergospelsalongtheriverside
The Please – Bitter Gospels Along the Riverside
Bello, bello, bellissimo.

iltriangolo-tuttelecanzoni
Il Triangolo – Tutte le canzoni
L’estate, la provincia, il lago, il negroni con la vodka, i nostri farlocchi anni ’60.

ioriseyes-doublesoul
Iori’s Eyes – Double Soul
Neanche sembrano italiani, in senso buono.

ronin-fenice
Ronin – Fenice
Sempre loro, sempre bravissimi.

Pubblicato il Listography | Taggato come , , , | Lascia un commento

Di Lohengrin, piedi nudi e contestazioni.

Milano, Teatro alla Scala. Fuori è arrivato l’inverno e sotto la neve inizia il consueto balletto di grandi personalità e signore impellicciate di qua, striscioni, fumogeni e cordoni di polizia di là. Tutto come tradizione. Dentro, la prima del Lohengrin, opera ancora giovanile ma già vicina, per tematiche mitologiche, ambientazioni e spunti compositivi, alla produzione principale di Richard Wagner. Io, purtroppo, ieri sera non ero né dentro né fuori la Scala, ma ben accomodato sul divano di casa per seguire la diretta di Rai5. Qui alcune impressioni, con tutta la modestia di un musicofilo che non ha mai scritto di classica. Continua a leggere

Pubblicato il Recensioni | Taggato come , , , , , , | Lascia un commento

There Will Be Blood – One To Nothing (autoprodotto/Ghost, 2012)

Loro li conosciamo già e il loro disco di esordio ha messo seriamente alla prova le nostre casse. Ora c’è qualcosa di nuovo: One To Nothing, quattro tracce di sangue & sudore come già sapevamo, tutte costruite attorno al diddley bow, che poi altro non è se non un rumoroso pezzo di legno con una corda e un pick-up. Registrato in un pomeriggio alla Sauna di Varese, spedito in Australia al domilio corrente del cantante per registrare le voci e rispedito indietro per essere distribuito da mamma Ghost Records. Bello, cattivo, dannatamente breve.

Streaming & download qui sotto. Continua a leggere

Pubblicato il Recensioni | Taggato come , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento